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Il web sta nel link

Difficoltà: Apprendista Scritto da Shinynews
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Sono i fili stessi di quella ragnatela globale che è il Web: i collegamenti sono una parte essenziale nella costruzione delle pagine, ma spesso sono trascurati.

Il concetto di ipertesto, a cui il Web è intrinsecamente legato, non può prescindere dai link. I collegamenti sono alla base della rivoluzione del Web: grazie ad essi la lettura diventa reticolare, orizzontale e multidimensionale, abbandonando la tipologia classica di documento lineare. Per questo è bene riporre ad essi la massima attenzione sia in fase di realizzazione del sito sia in fase di sistemazione e rielaborazione.

L'attenzione dell'utente
Uno degli assiomi dell'usabilità Web è: pagine brevi, tanti link. Per catturare l'attenzione dell'utente Internet è necessario essere concisi e andare diritti al cuore della questione. Il navigatore non ha un approccio passivo al mezzo, come avviene per la televisione e - in un certo modo - anche per la lettura tradizionale. L'utente sul Web è attivo: può interagire, può scegliere percorsi e contenuti, e ha una straordinaria ricchezza d'offerta che lo invita a cambiare velocemente destinazione. Per questo motivo è indispensabile realizzare siti Web che raccolgano testi brevi e diretti. La lunghezza è nemica dell'attenzione: dopo le prime 15 righe di una colonna di giornale, il lettore abbandona l'articolo, se non è stato "catturato" nel frattempo. Ci si può facilmente immaginare che cosa questo significhi online, dove la possibilità di allontanamento è molto più facile. Quindi testi brevi e diretti.

Il Web è profondo
La precedente sacrosanta affermazione ha portato gli scettici a definire Internet come uno strumento che spinge alla semplificazione e alla superficialità. A parte il fatto che la profondità di un certo contenuto non sta mai nella sua lunghezza, questi scettici dimostrano semplicemente di non aver capito nulla del Web. L'approfondimento, infatti, è doveroso per i siti che vogliano avere una qualche dignità. Lo si raggiunge attraverso i link. I collegamenti sono l'arma che l'ipertesto ha a disposizione per creare diversi percorsi di lettura, a diversi livelli, anche molto approfonditi, senza perdere il lettore per strada. È un'arma straordinaria a disposizione dei costruttori di siti, perché è flessibile, ordinata ed estremamente efficace.

Link interni al sito
Ci sono home page di siti che si presentano lunghissime e dense di contenuti. A parte le pagine d'informazione online - che per loro natura hanno esigenze diverse e, in parte, meritano trattamenti diversi - per tutti gli altri siti normalmente queste rappresentano delle pagine sbagliate. Il lettore tenderà a perdersi dopo la parte compresa nell'area dello schermo che gli viene fornita inizialmente. Molto meglio racchiudere il contenuto in maniera strutturata, a gruppi, e renderlo fruibile per passaggi ulteriori, in modo da dare la possibilità di approfondire una certa cosa piuttosto che un'altra. Il tutto facendo attenzione a non perdere di vista il target: se un sito commercia dei prodotti, non può renderli disponibili all'acquisto dopo sei-sette passaggi intermedi. I link sono una risorsa fondamentale della quale non bisogna abusare. Una corretta programmazione della struttura darà i giusti equilibri alle esigenze d'informazione, di approfondimento e di raggiungimento dell'obiettivo.

Link esterni al sito
Molti manuali di usability dicono chiaramente di evitare l'abbondanza di link esterni al sito, perché toglierebbero l'utente dalle proprie pagine. Ma i link, e soprattutto quelli esterni, sono la sostanza stessa del Web. Anche il concetto di valore è cambiato nel Web. Se è importante trattenere un navigatore sulle proprie pagine, è altrettanto importante dargli la possibilità di approfondire andando alla fonte diretta dell'informazione (o dato che sia, di qualsiasi tipo). Un utente che può approfondire è un utente soddisfatto, un utente che viene costretto a restare è un utente compresso e contenuto, insoddisfatto. E il valore del sito è la soddisfazione del navigatore. Il timore che non ritorni è un falso timore: la perdita dell'utente è direttamente proporzionale all'interesse che sappiamo creare in lui. Se un utente non torna, non è a causa del link, ma del contenuto scarso.

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